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Patologie dell'apparato respiratorio

Per quanto riguarda l’apparato respiratorio, si farà riferimento ad un gruppo di patologie noto sotto il nome di Sindrome Respiratoria dei Brachicefali, alla paralisi laringea ed all’ipoplasia tracheale.
Sindrome respiratoria dei brachicefali.
I soggetti brachicefali soffrono di disturbi respiratori legati all’incremento della resistenza all’ingresso dell’aria conseguenti a più problemi, rappresentati da narici stenotiche, palato molle allungato e, spesso, trachea ipoplasica.
Nei bulldogs e forse anche in altre razze è presente inoltre una sovrabbondanza di tessuto mucoso faringeo che riduce il lume delle prime vie aeree. Da sveglio il bulldog usa il muscolo sternoioideo per dilatare ad ogni atto inspiratorio la faringe. Durante il sonno questa capacità si riduce, con apnea conseguente, che induce una massiccia e violenta attività dei muscoli dilatatori della faringe. Queste esplosioni di contrazioni inducono edema e fibrosi dei muscoli dilatatori, che riducono gradualmente nel tempo la capacità dilatativa della faringe.
In alcuni cani brachicefali inoltre, l’ostruzione prolungata delle prime vie aeree, a causa della costante ed aumentata pressione negativa all’interno, induce lo scollamento della mucosa delle pieghe vocali che si estroflette, determinando quella che viene chiamata eversione dei sacculi laringei. Il flusso turbolento dell’aria induce a sua volta edema e gonfiore di questi, che arrivano ad ostruire oltre il 50% del lume della glottide.
Nel tempo, gli effetti prolungati della pressione negativa in questo settore possono indurre iperplasia faringea, iperplasia tonsillare ed un indebolimento delle cartilagini laringee fino al collasso laringeo.
Si riconoscono 3 stadi di collasso laringeo: il primo stadio è rappresentato proprio dall’eversione dei sacculi laringei; nel secondo stadio c’è perdita della rigidità e dislocazione mediale dei processi cuneiformi dell’aritenoide; nel terzo stadio si assiste al collasso dei processi corniculati dell’aritenoide con perdita dell’arco dorsale della glottide.
Alla sindrome respiratoria dei brachicefali si associa in un certo numero di casi anche una ipoplasia tracheale.
Ai problemi strettamente respiratori si aggiunge, in caso di ostruzione grave, anche la possibilità dell’insorgenza di un edema polmonare non cardiogeno. Ci possono essere ancora concomitanti conati, rigurgito e vomito, legati alla stimolazione diretta della mucosa faringo-laringea. Nei casi più gravi si possono avere arresto respiratorio e cardiaco dopo il rigurgito ed il vomito, conseguenti alla massiccia stimolazione vagale. Si possono riscontrare, come conseguenza della pressione negativa esercitata nel cavo toracico, presenza di aria nell’esofago ed ernia iatale, anche se queste condizioni non sono legate ad alterazioni anatomiche congenite o permanenti, e si risolvono al risolversi della patologia respiratoria.
La sintomatologia insorge in genere in giovanissima età, con respiro difficoltoso, rumoroso, russante, a volte prevalentemente notturno, possibile intolleranza all’esercizio fino ad episodi di sincope. Questi disturbi non devono essere sottovalutati attribuendoli alle caratteristiche proprie della razza, perché nel tempo conducono invariabilmente ad un aggravamento del quadro clinico e ad una irreversibilità del problema. La correzione del difetto deve essere quindi la più tempestiva possibile.
La diagnosi viene posta sulla base della razza, della sintomatologia e dell’esame laringoscopico, da effettuare in anestesia generale, cui segue contestualmente la correzione chirurgica del difetto.
Le narici stenotiche possono essere dilatate attraverso la rimozione di un frammento della cartilagine alare del naso, mentre il palato eccedente ed i sacculi laringei estroflessi possono essere asportati.
È fondamentale ricorrere al veterinario al primo accesso di disturbo respiratorio, anche lieve, perché in queste razze si assiste nel tempo ad un progressivo peggioramento che porta appunto al collasso laringeo, stadio nel quale le possibilità terapeutiche sono scarse o nulle, ed il soggetto è condannato al soffocamento.

Paralisi laringea
Ne esistono due forme: una congenita ed una acquisita. La forma acquisita di paralisi laringea insorge nei soggetti più anziani, spesso di grossa taglia, con uno stridore progressivamente ingravescente. Può conseguire a traumi, a tumori (mediastino craniale, regione cervicale, tiroide, laringe) comprimenti il decorso del nervo ricorrente, a fenomeni infiammatori locali o a neuropatie, miastenia. La forma congenita colpisce prevalentemente i giovani Bovari, Husky, Rottweiler e Dalmata, con una dispnea inspiratoria decisamente più marcata.
La diagnosi è formulata con l’esame laringoscopico in anestesia leggera, per non deprimere eccessivamente il riflesso laringeo, ed è volta a rilevare l’immobilità o l’ipomotilità di una (in genere la sinistra) o entrambe le corde vocali. Indipendentemente dal segnalamento e dall’anamnesi, oltre all’esame endoscopico sono necessari anche approfondimenti diagnostici ematochimici e di diagnostica per immagini per identificare la reale causa del problema.
Sono possibili alcuni interventi correttivi per ampliare il lume del laringe, in modo da compensare la riduzione conseguente alla paralisi.
Ipoplasia tracheale Si tratta di una anormale riduzione del lume della trachea, di natura congenita, tipica prevalentemente del bulldog, ma segnalata anche in altre razze. La sintomatologia clinica è costituita da una dispnea prevalentemente inspiratoria.
La conferma diagnostica è effettuata dal veterinario per mezzo di un esame radiografico.
Non esiste una terapia specifica.

Tratto da Appunti del Corso T.A.C.R.E.C. - Facoltà di Medicina Veterinaria di Pisa
Professor Mario Modenato, Professoressa Silvia Sbrana

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