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Mestieri di una volta; il cane, fonte di energia

a cura di Veronica Bianchi

Se oggi l'uomo non si aspetta dal suo amico cane che un po' d'amicizia e di gioco, non è sempre stato così. In effetti, nel corso dei secoli, il cane è stato utilizzato come fonte di energia a buon mercato, alla stessa stregua di un cavallo o di un asino. Questo non vuoi dire che l'animale venisse brutalizzato: aveva semplicemente un lavoro da svolgere. Non vi era posto per bocche inutili da sfamare...

-Le ruote per cani-
Bisogna forse cercare presso i Galli le prime ruote per cani. Questo popolo aveva, in effetti, l'insana abitudine di chiudere dei cani all'interno di ruote infuocate, che venivano poi fatte rotolare giù da una collina in modo da farle arrivare a un torrente nel quale si spegnevano. Questo rito crudele simbolizzava il meccanismo del fulmine...
La citazione più antica del San Bernardo risale al 1708, anno in cui l'economo di un ospizio, il canonico Camos, aveva fatto realizzare una ruota nella quale si metteva un cane, che, camminando, faceva girare lo spiedo. Verso il 1800, il canonico Murith notava che alcuni di questi cani erano stati addestrati a portare un piccolo basto con due vasi chiusi e a seguire così i domestici fino all'alpeggio della Pietra, a una lega di distanza, e a riportare il latte e il burro. A partire dal XVIII secolo, le ruote per cani si moltiplicano. Così, nelle tavole dell'Encydopédie di Diderot si trova la rappresentazione di una ruota per cani collegata al mantice della fucina di un fabbro. Bisogna dire che un cane di 30 chilogrammi che cammina alla velocità di 6 chilometri all'ora genera una potenza di 135 watt... Sono stati soprattutto i chiodaioli (fabbricanti di chiodi) a fare appello all'energia canina.

Si deve a Uri Zelbstein un buono studio sui cani così utilizzati (Mestieri di cani, pubblicato sulla rivista Historia, n. 467, nov. 1985). Egli segnala che, nel 1879, quattrocento cani lavoravano presso i fabbricanti di chiodi di Gespunsart, piccolo villaggio delle Ardenne: li si poteva vedere in attesa del loro 'turno di ruota' all'entrata delle fucine; guidati a colpi di fischietto, ogni tre o quattro ore prendevano il posto dell'equipe precedente mentre questa veniva ricompensata da un lauto pasto. I cani erano, beninteso, utilizzati per far girare le ruote che azionavano i mantici. Allo stesso modo, i cani venivano utilizzati dai coltellinai francesi di Chatellerault, così come da quelli di Bassigny (nella Haute-Marne): le cronache locali hanno conservato il ricordo degli ultimi di loro, ancora in azione alla vigilia della seconda guerra mondiale. Famoso divenne il cane di nome Turco: faceva girare la ruota, verso il 1919, a Dannemarie. I cani delle botteghe di coltelleria di Thiers non si può dire che avessero di che lamentarsi: la loro missione consisteva nell'accovacciarsi sulle gambe o sulle reni dei loro padroni che lavoravano stesi sul ventre con le mani nell'acqua; i cani servivano così contemporaneamente da contrappeso e da coperta. È ancora possibile vedere uno di questi cani-scaldino, di nome Pompo-nette, perpetuare la tradizione nella Casa dei Coltellinai a Thiers. Le ruote per cani servivano anche a far girare mole e zangole per il burro. In Francia quest'ultimo tipo di utilizzazione esisteva soprattutto a Ternois, vicino a Saint-Pol, nel dipartimento di Pas-de-Calais, così come nei Paesi Bassi. Le ruote per cani potevano superare i due metri di diametro. Molto antica, la trazione canina è apparsa dopo la scoperta del collare, all'incirca intorno all'anno 1000, e presenta certe analogie con la tradizione ippica. Dal XVIII secolo il cane divenne in un certo modo il 'cavallo dei poveri'.

-I veicoli trainati da cani (o cani-motori)-
Proibito in Italia e in Inghilterra, il tiro di cani è stato sempre più utilizzato in Francia - come anche in Belgio, in Olanda e in Svizzera - a partire dal XVIII secolo. Curiosamente gli storici ne hanno parlato poco. Per colmare questa lacuna, Muguette Rigaud colleziona, da anni, testimonianze e cartoline postali su questo soggetto. Ecco qualche elemento scaturito dalla sua ricerca; le cifre sono eloquenti: 150 000 cani utilizzati per il tiro in Belgio (a causa della penuria di cavalli) verso il 1920. In Francia, nel 1925, è nel dipartimento di Loiret che vi sono più casi, con 1322 cani da tiro recensiti; il piccolo villaggio di Darnoy conta da solo 90 tiri per 610 abitanti, vale a dire circa uno per famiglia.

Chi utilizzava i tiri di cani?
I lattai e i fattori, che si recavano al mercato per vendere i propri prodotti; i venditori ambulanti e i rappresentanti delle drogherie; gli arrotini, i mercanti di scope e tutti gli ambulanti; i fornai, che portavano il pane nei cascinali; i postini, che distribuivano la posta nel loro lungo giro; gli scolari, che abitavano chilometri e chilometri lontano dal villaggio; i più poveri, che non potevano permettersi i cavalli, i vecchi e i malati, per i bisogni della loro vita quotidiana. Le vetture trainate da cani venivano utilizzate anche per molti altri scopi, come per esempio la raccolta del legname, dell'erba e del foraggio per il bestiame, la raccolta degli stracci, delle pelli di coniglio, ecc.
Verso il 1900, a Lille, su 200 cani da traino, 30 erano utilizzati dai macellai per il trasporto della carne, 60 trasportavano carbone vegetale e 110 ceneri, legname da ardere e carbon fossile. In Bretagna, nei paesi marinari, i cani tiravano le ceste di pesce e di molluschi.

E il cane?
Il cane che veniva utilizzato per il traino era spesso un robusto bastardo, di costituzione forte. La sua resistenza era incredibile: poteva tirare da solo 80 chili alla velocità di 8 km l'ora. La legge belga vietava di superare i 150 chili per cane, due cani potevano tirarne 200. Talvolta tre, quattro e anche cinque cani venivano impiegati per trascinare il veicolo che poteva avere tre o quattro ruote. L'innalzamento del livello di vita e l'arrivo del ciclomotore prima e dell'automobile poi fecero scomparire a poco a poco i tiri di cani; l'automobile, in particolare, causava spesso seri problemi, perché i cani, avendone paura, sussultavano, facendo in tal modo rovesciare il contenuto del carretto che trasportavano. Pratica di altri tempi, le vetture trainate da cani? No davvero, a condizione di possedere non dei bastardini ma cani 'esotici': Siberian Husky, Alaskan Malamute o Groenlandesi. Oggigiorno in Europa si contano moltissimi tiri che si allenano regolarmente per le competizioni... a slitta, pulka o kart a rotelle, quando la neve non c'è. Il cane da traino è ancora in pista.

 

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